Come gli appassionati di Windows Vista sapranno è uscita una nuova versione pacchetto di correzioni e miglioramenti della sicurezza, delle prestazioni e dell’affidabilità chiamato Service Pack 1 Beta build 6001.16659.070916-1443 v.275. Il sostanzioso aggiornamento di Vista è stato distribuito solo a pochi fortunati tester, ma noi vedremo come scaricarlo ed installarlo con la seguente guida anche per VISTA ITALIANO
Windows Vista Service Pack 1 RC (x86) – EXE (ITA)
Windows6.0-KB936330-wave1-X86.exe – 548 MB

Windows Vista Service Pack 1 RC (x64) – EXE (Multiple Languages)
mu_windows_vista_service_pack_1_rc_x64_all.exe – 878 MB
Windows Vista Service Pack 1 RC (x86 and x64) – DVD (Multiple Languages)
mu_windows_vista_service_pack_1_rc_x86_x64_all_dvd.iso – 1.39 GB

Windows Vista Service Pack 1 RC (x86) – EXE (English, German, Japanese, French and Spanish Only)
mu_windows_vista_service_pack_1_rc_x86_en_de_ja_fr_es.exe – 436 MB
L’installazione del Sp1 rende la patch paradox non più valida, per cui dovreste poi nel caso riapplicarla.

NUOVO AGGIORMANETO (MAGGIO 2008):GUIDA DEFINITIVA PER SCARICARE ED INSTALLARE WINDOWS VISTA SERVICE PACK 1 IN ITALIANO

Trasformare Windows Vista Italiano in Vista inglese

(necessario per visualizzare l’aggiornamento Service pack)

  1. Scaricare l’ultima versione language pack Inglese e metterlo da pannello di controllo come lingua predefinita
  2. Apriamo il registro da Start, digitare regedit (invio)
  3. Cerchiamo HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Nls\Language
    Cerchiamo le voci installLanguage e default ed assegnamo ad entrambe il valore 0409 che corrisponde alla lingua inglese.
    Poi andiamo su HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\MUI\UILanguages apriamo le sotto cartelle di questa cancelliamo tutte le sottocartelle tranne quella dove c’è scritto “en-US” (grazie all’amico StarTac)

Come visualizzare l’aggiormento Service Pack 1

  1. Disinstalla qualsiasi versione di Vista Service Pack 1 SE precedentemente installata.
  2. Scarica sp1_rc_17036_v652_web_updater.cmd
  3. Clicca con il tasto desto su sp1_rc_17036_v652_web_updater.cmd ed “Esegui come amministratore”.
  4. Riavvia il PC.
  5. Esegui Windows Update per cercare ed installare il seguente aggiornamento
  6. KB935509 – v1.005; riavvia il PC
  7. Esegui Windows Update per cercare ed installare il seguente aggiornamento
  8. KB937287 – Build 6001.17036 (x86 or x64).
  9. Esci da Windows Update e rientra per cercare ed installare il seguente aggiornamento
  10. KB938371 – v1.018; riavvia il PC.
  11. Aspetta 10 minuti ed entra in Windows Update.
  12. Clicca ripetutamente per cercare nuovi aggiornamenti fino a quando vedi comparire Windows Vista Service Pack 1 Beta – Build 6001.17036 (x86 or x64)
  13. Installa Windows Vista Service Pack 1 Beta – Build 6001.17036 (x86 or x64).

Potrebbe apparire un messaggio che avvisa che il Service Pack 1 potrebbe non essere installato correttamente se la copia di Windows non è originale RTM, OEM DVD, ma è solo un messaggio!

Aggiornamento

Per aggiornare la versione Build 6001.17036 del servie pack 1 con la versione Build 6001.17052 (v.668), cliccare qui
Maggiori Informazioni

Punto-informatico
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Vari siti utili
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tweakness.net

theinquirer
Altri siti utili
sito di aeroxp.org
sito di blogs.zdnet.com


Caratteristiche tecniche Service Pack1

Cosa c’è di nuovo
Se ci si affidasse esclusivamente al file di documentazione in formato Excel che gli iscritti al programma di beta testing possono scaricare come riferimento, si rimarrebbe decisamente meravigliati. Senza dubbio Si sapeva che Vista era assolutamente perfezionabile, ma la lista di 479 correzioni non lascia scampo. Il SP1 è certamente “sostanzioso”. I miglioramenti apportati al sistema sono suddivisi in HotFix e Security in diversi ambiti: dal multimedia (per esempio è stato risolto il bug che impediva di scollegare correttamente l’iPod da iTunes su Vista) alla Shell del Dekstop. Elencarli tutti sarebbe impossibile, ma certamente è possibile fissare alcuni punti di riferimento sui miglioramenti più importanti.

1. Desktop Shell: sono migliorate le performance di sistema sulla visualizzazione dei thumbnail dei file condivisi. Precedentemente, ogni volta che un utente accedeva al thumbnail di un file, Vista doveva caricare estrarre e memorizzare in cache il thumbnail relativo. Ora invece il sistema tenta prima di tutto di utilizzare il file thumbs.db creato eventualmente da altri utenti con un significativo risparmio di tempo e risorse.

2. È migliorato il sistema di copia e la velocità di estrazione dei file compressi, così come anche il sistema di trasferimento di grandi quantità di file sulla medesima unità disco e il trasferimento di file di grandi dimensioni (sopra i 100 Megabyte)dalla rete sul disco fisso in locale. Velocità incrementata anche del 30% se la copia dei file era già stata effettuata durante la sessione in corso.

3. exFAT: certamente uno dei miglioramenti più significativi riguarda il file system exFAT e quindi la gestione delle unità FAT (FAT12/16 e FAT32).
ExFAT in sostanza non ha più la limitazione in lettura e quindi vede anche i file superiori ai 4 GB e non ha nemmeno più il limite della formattazione a 32 Gigabyte. exFAT inoltre permette una maggiore interoperabilità tra sistemi operativi e device.

4.File System NTFS: ora è decisamente più difficile perdere i dati memorizzati sulle unità removibili formattate NTFS, lo si può provare facilmente provando a scollegare un’unità USB su cui si stanno ancora scrivendo dei dati. Nel momento in cui la periferica viene scollegata si chiude anche la finestra dell’applicazione aperta e si ritroveranno i dati salvati all’accesso successivo

5. FileBackup: la “vecchia” versione di Vista non consentiva di creare copia di backup dei file EFS (Encrypting File System, un componente del File System NTFS già presente in Windows 2000 e nelle versioni successive di Windows – ma non in Xp Home), ora con il SP1 installato questo è possibile, e il salvataggio delle chiavi è lasciato comunque al buonsenso dell’utente.

6. Deframmentazione di singole unità: l’utility di Defrag presenta all’avvio la possibilità di scegliere su quali volumi operare grazie al bottone Select Volumes…

in modo da evitare di attivare la procedura anche su quei drive che non richiedono la deframmentazione e per i quali addirittura sarebbe da evitare in un determinato momento.
Se l’utente ha interrotto inavvertitamente un processo di deframmentazione programmato in corso è possibile ripristinarlo dal punto di interruzione.

7. Mount Manager (MountMgr): a questo componente è demandata l’assegnazione delle lettere assegnate a ogni volume (dischi e unità di altro tipo). Una volta che una lettera è assegnata da Mount Manager a un drive, esso viene registrato in un apposito database nel registro di sistema. Succede però, per esempio, che se una chiavetta USB è stata mappata la prima volta con una lettera particolare la volta successiva, quando sarà collegata di nuovo, tenterà di riutilizzare la medesima lettera. Ma se un’unità di rete è stata mappata con una lettera precedentemente occupata da un’unità USB quest’ultima potrebbe non essere visualizzata e risultare inutilizzabile (a meno che non si possa intervenire manualmente con i privilegi di amministratore). La nuova versione di Mount Manager risolve questo problema e assegna automaticamente all’unità USB la prima lettera disponibile.

8. Microsoft Data Access Component (MDAC): si tratta di un miglioramento che riguarda prevalentemente gli utenti interessati alla migrazione di applicazioni ADO/OLEDB da piattaforme x86 a quelle a x64: la procedura ora è stata notevolmente semplificata.E’ previsto il supporto a 64 bit OLEDB su ODBC e MSDASQL è installato come provider OLEDB di default per piattaforme X86.

9. Profili utente: MoveUser.exe è sostituito dal nuovo User Profile WMI Provider che consente in pratica di mappare un utente locale come nuovo account in un dominio. Gli amministratori di rete possono gestire i profili utente con un semplice script e allo stesso modo posso cambiare la proprietà di un profilo tra account. E’ una funzione utile se si prevede di migrare un gruppo di utenti da un dominio a un altro.

10 Implementato IMAPI 2.0: è ora possibile masterizzare tracce multiple di boot su un unico supporto EFI/UEFI. Quindi da un unico supporto è possibile il bootstrap sia di Windows Xp, sia di Vista.

11 Implementato (in via preliminare) il supporto per lo standard wireless IEEE 802.11n: Un utente di Windows Vista quindi ora può collegare al sistema operativo un device che utilizza questo standard e avere accesso a un network compatibile. La caratteristica è facilmente verificabile dalla finestra “Connect to a network”. Se un access point supporta IEEE 802.11a e un altro 802.11n e entrambi fanno riferimento allo stesso nome di rete, la rete viene indicata come del tipo “802.11an”

12. Multihoming: Nella documentazione relativa all’SP1 con questo termine si fa riferimento a una macchina o un device che si collega a uno o più network attraverso interfacce diverse (anche senza fili). Dopo l’installazione del SP1 dovrebbe essere più facile procedere nella selezione dinamica della rete quando entrambe le possibilità (con e senza fili) sono presenti, eliminando la possibilità di collegamenti attraverso l’interfaccia meno veloce dovuti a una non corretta misurazione della velocità.

13. BitLocker in Windows Vista supporta esclusivamente la crittografia del volume che ospita il boot del sistema operativo. Con il SP1 di Vista invece le funzionalità di BitLocker sono estese sono solo ai volumi di sistema ma anche a quelli di dati, secondo le preferenze degli utenti. L’utente dovrà sempre attivare BitLocker sul volume di sistema e solo successivamente potrà attivare la protezione dei dati. Lo sblocco di BitLocker nel volume di sistema, sblocca anche i volumi di dati.

Altri miglioramenti riguardano il framework della diagnostica di rete, l’implementazione del supporto per i suffissi di dominio in DHCPV6 e del protocollo SSTP, per eliminare parte delle limitazioni nelle connessioni VPN su protocollo PPTP e L2TP/IPsec. Non abbiamo volutamente trattato le decine di piccoli hotfix, riguardanti alcuni specifici software, come le decine di piccoli bachi di sistema corretti e nemmeno fatto riferimento a eventuali nuovi driver implementati. L’elenco sarà certamente disponibile con la versione definitiva del SP1.

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