Quanta RAM avete a disposizione in un determinato momento? Quanto è impegnato il processore durante l’uso di un’applicazione? Conviene privilegiare l’uso dei software a discapito delle operazioni del sistema operativo? A tutte queste domande risponde la chicca di oggi.
CleverCache è un software che consente di controllare, a intervalli regolari, l’uso della RAM. Perché controllare la memoria? Prima di tutto, perché così si riduce il rischio della perdita dei dati per esaurimento della memoria; poi perché una RAM efficiente consente di preservare il sistema, monitorare il carico del processore e così via. solitamente Il software è distribuito in forma di shareware, in prova gratuita per un mese, ma abbiamo visto come ottenere una licenza gratuita annuale, diversamente il costo è di 29,95 dollari, poco meno di venti euro. Ma andiamo ad analizzare le principali caratteristiche:
1. All’apertura, CleverCache analizza il sistema e monitora le risorse disponibili. Al termine del controllo, mostra in un grafico l’uso di una delle risorse più importanti: la cache. Come si evince dai dati, l’uso di CleverCache può migliorare notevolmente la situazione.

2. Una delle funzioni fondamentali del prodotto è il monitoraggio. In questa pagina vengono continuamente controllate, a intervalli di 10 secondi, le “funzioni vitali” del sistema; prima tra tutte l’impiego della RAM.

3. Fin dall’inizio è possibile gestire un profilo generale di utilizzo, che includerà anche eventuali altre impostazioni personali. Fate clic su profile management/New e definite un nome.

4. Per prima cosa, andate in “System monitor”, quindi selezionate la scheda “Processor time”: serve per stabilire se le risorse di sistema devono favorire i programmi in esecuzione o le applicazioni in background. In automatico, la gestione viene affidata al sistema. Selezionate una delle altre opzioni, se preferite favorire l’utilizzo dei programmi.

5. Ecco un’altra area importante: l’ottimizzazione dinamica della memoria RAM durante l’uso. Se si dispone di un notevole quantitativo di memoria, spuntate anche l’ultima voce (Prohibit the swapping of the kernel to disk).

6. In “File access” trovate un’opzione destinata ai vecchi utenti DOS: riguarda la lunghezza dei nomi. Il guadagno, in termini di efficienza, è davvero minimo.

7. Fate clic in “System monitor”. Nella finestra principale trovate, in basso, due barre colorate: indicano, rispettivamente, l’impegno momentaneo e medio del sistema. È interessante notare come, nella maggior parte del tempo, il microprocessore se ne sta, per così dire, con le mani in mano.

8. Passiamo a verifiche puntuali, piuttosto che generali. Ecco monitorato l’impegno del processore, a intervalli di 10 secondi. I picchi che vedete si sono verificati all’apertura delle applicazioni.

9. Allo stesso modo, e con gli stessi intervalli, viene controllata la cache di sistema. È interessante notare come, durante operazioni di caricamento con salvataggio di dati, si verifichino picchi estremi istantanei. A destra, nella barra verticale rossa e verde, la RAM occupata è colorata in rosso.

10. Infine, controllate l’impegno della memoria di massa, in termini di tempo e rapidità di accesso. Il programma non distingue, però, tra i diversi dischi presenti.

11. Se siete abbastanza esperti, potrete accedere alla finestra Settings/File cache. Utilizzando i cursori qui disponibili, potrete gestire alcuni parametri specifici che, specie nel primo caso, possono influenzare la velocità totale. Impostazioni errate non creano comunque problemi, se non di possibile rallentamento.

12. Mem-O-Free monitora la RAM disponibile, ma non solo: permette di recuperare memoria, qualora scenda al di sotto di certi limiti. Utilizzate i cursori per definire valori personali o, se preferite, lasciate quelli di default: del resto, rappresentano la migliore combinazione possibile.

13. Mem-O-Safe permette invece di stabilire l’intervallo periodico di tempo in base al quale il sistema trasferisce i dati dalla cache dal disco rigido.Tempi ridotti vi assicurano contro eventuali perdite di dati, ma comportano un rallentamento del sistema.

14. L’ultimo ambiente controlla la memoria totale e quella impegnata, in tempo reale. È interessante notare come questa funzione, insieme a quella di pulizia della RAM, avvenga tramite un modulo parallelo, anche a programma principale non attivo.

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