Errori software e guasti hardware rendono il file system una delle componenti del sistema operativo più soggetta a problemi e malfunzionamenti: partizioni illeggibili, dati spariti in circostanze misteriose e altri eventi infausti possono mettere a dura prova la nostra pazienza. Soprattutto nel caso in cui ci accorgiamo di non possedere nessun backup recente.Windows, di suo, non migliora la situazione, mettendoci a disposizione solo il famoso Scandisk, che si rivela insufficiente quando si ha a che fare con qualcosa di più complesso di un semplice errore dovuto ad un riavvio inaspettato del computer.

Rimettiamo in sesto le nostre partizioni: Fortunatamente, nella lotta contro questo tipo di problemi, non siamo soli: possiamo infatti contare sull’aiuto di System Rescue CD, una distribuzione Linux che, grazie agli strumenti inclusi, ci permette di giocare le nostre ultime carte prima di un’eventuale formattazione “riparatrice”. Le possibilità di questa distribuzione non si limitano, però, al solo recupero dati da partizioni cancellate o illeggibili, ma si estendono anche alla messa in sicurezza dei nostri dati grazie alla disponibilità di programmi per il backup e il ripristino della struttura e del contenuto delle nostre partizioni. NOTA: Clicca sulle immagini per ingrandire e visualizzare le immagini intere.

RECUPERARE UNA PARTIZIONE ELIMINATA


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1. Scarichiamo sul nostro hard disk,l’immagine della distribuzione SystemRescueCd. Dopodiché avviamo il software di masterizzazione che utilizziamo e masterizziamo su CD il file ISO appena scaricato. In alternativa è possibile installare SystemRescueCd su chiavetta USB seguendo questa procedura.

2. Per utilizzare System Rescue CD dobbiamo configurare il BIOS per consentire l’avvio del computer dal CD (tenendo conto che la procedura può variare da PC a PC). Riavviamo il sistema e premiamo Canc prima che appaia il logo di Windows. Impostiamo l’unità di avvio su CD-Rom Drive e riavviamo il sistema dal disco della distribuzione Linux.

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3. Al prompt dei comandi Linux digitiamo “rescuecd setkmap=it dostartx” e premiamo Invio per avviare il sistema in modalità grafica e con la tastiera italiana (il simbolo = si ottiene premendo ì). Se abbiamo più di 256 MB di RAM, aggiungiamo la stringa “docache” al comando precedente per caricare in memoria il CD ed aumentare le performance.

4. Nel terminale di SystemRescueCD eseguiamo il comando “testdisk” seguito da Invio: apparirà l’interfaccia del programma. Per passare da un elemento all’altro usiamo i tasti freccia e per fare una scelta premiamo Invio. Nella prima schermata selezioniamo “No Log” e premiamo Invio.

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5. A questo punto, comparirà un elenco delle memorie presenti nel PC. Selezioniamo l’hard disk di cui vogliamo recuperare le partizioni e premiamo Invio. Apparirà una lista dei tipi possibili di tabelle delle partizioni: scegliamo “Intel” e premiamo Invio.

6. Nella schermata seguente selezioniamo “Analyse” e premiamo Invio. A questo punto, comparirà un elenco delle partizioni presenti sull’hard disk.

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7. Selezioniamo “QuickSearch” per avviare la ricerca delle partizioni scomparse eseguendo una prima scansione del disco. Al termine della scansione verrà mostrato l’elenco delle partizioni trovate. Nell’elenco delle partizioni, il primo carattere di ogni riga indica il relativo stato: “D” sta per partizione cancellata, “P” per primaria, “*” per primaria avviabile, “L” per logica ed “E” per estesa. Per modificare lo stato di una partizione, selezioniamola e usiamo i tasti cursore sinistra e destra per applicare la modifica.

8. Nell’elenco compare una partizione indicata con la lettera D? Allora significa che è stata eliminata. Per recuperare la partizione cancellata premiamo il tasto freccia sinistra o destra finché non otteniamo lo stato voluto: ad esempio P se si tratta di una partizione primaria. Fatto questo, premiamo Invio.

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9. Abbiamo trovato tutte le partizioni scomparse? Selezioniamo “Write“, premiamo Invio per scrivere su disco le modifiche alle partizioni e premiamo Invio. Altrimenti, selezioniamo l’opzione “Deeper Search” per effettuare una scansione più approfondita. Al termine di questa seconda verifica verrà mostrato di nuovo l’elenco delle partizioni trovate.

10. A questo punto, ci verrà chiesto di confermare la scrittura della tabella delle partizioni. Premiamo y, poi Invio e selezioniamo l’opzione “Quit” due volte. Torneremo così al prompt del terminale di SystemRescueCD. Ora le partizioni cancellate sono state recuperate. Non resta altro da fare che riavviare il PC.


NTFSFIX: RECUPERARE ERRORI E IRREGOLARITA’ NELLE PARTIZIONI NTFS


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1. Apriamo il Terminale cliccando col tasto destro del mouse sul desktop e selezioniamo la voce relativa.

2. Per identificare la partizione danneggiata, dal Terminale presente sul desktop diamo il comando “fdisk -l /dev/sda” (per dischi SerialATA), mentre “fdisk -l /dev/hda” (per dischi IDE). Verrà proposta la lista delle partizioni presenti sul disco rigido: quella in cui è installato Windows è sda1 o hda1.

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3. Sempre da Terminale, digitiamo “ntfsfix /dev/sda1” (o hda1) e premiamo Invio per avviare le operazioni di correzione: verranno visualizzate varie informazioni e, se tutto è andato per il verso giusto, ntfsfix ci comunicherà che la partizione è stata correttamente processata. Per essere sicuri che ntfsfix abbia corretto tutti i problemi di funzionamento, eseguiamolo nuovamente: il corretto stato della partizione verrà indicato da una serie di OK.

4. Se non abbiamo altre operazioni da compiere, digitiamo “reboot” seguito da Invio per riavviare il sistema.


BACKUP E RIPRISTINO DEL MASTER BOOT RECORD (MBR)


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1. Per prima cosa abbiamo bisogno di un dispositivo hardware su cui salvare il backup, quindi colleghiamo una chiavetta USB o un disco esterno e da terminale lanciamo il comando “fdisk -l” per visualizzare l’output dei dispositivi montati. Come potete vedere la mia chiavetta è riconosciuta come “sdb“.

2.Per poterlo utilizzare in Linux, dobbiamo “agganciarlo” ad un punto di mount, cioè renderlo accessibile dal sistema. Da terminale digitiamo “mkdir /mnt/sdb” e confermiamo con Invio. Aver creato il punto di mount non è però sufficiente: dobbiamo anche effettuare il montaggio vero e proprio della chiavetta USB. Da terminale diamo il comando “moun/dev/sda1 /mnt/sdb“: Linux è un sistema operativo “schivo”: se non ci restituirà nessun risultato, sapremo di aver compiuto correttamente l’operazione.

NOTA: Anche in questo caso a seconda sda1 per dischi SerialATA e hda1 per dischi IDE.

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3. Siamo pronti ad effettuare il backup, iniziando con la tabella delle partizioni: diamo il comando “dd if=/dev/sda of=/mnt/sdb/tabella bs=1 count=66 skip=466” e premiamo Invio. Se l’operazione andrà a buon fine, il tool dd ci riporterà il numero dei settori letti, di quelli scritti e la velocità di trasferimento dei dati.

4. Terminata l’operazione di backup, possiamo procedere con lo smontaggio della pendrive sulla quale abbiamo effettuato la copia del Master Boot Record: digitiamo “umount /dev/sda1 /mnt/sdb” e premiamo Invio. Il sistema ci confermerà il nuovo stato di funzionamento del dispositivo (che dovrebbe essere Not mounted).

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5. Per effettuare il ripristino della tabella delle partizioni dobbiamo seguire gli stessi passi richiesti dal backup, avendo però l’accortezza d’invertire i dispositivi nelle opzioni eseguite dal tool dd. Nel mio caso, il comando per il ripristino sarà simile a “dd if=/mnt/sdb/tabella of=/dev/sda bs=1 count=66 skip=466“.

6. Nel caso volessimo archiviare tutto l’MBR e non solo la tabella delle partizioni, seguiamo gli stessi passi modificando solo le voci bs e count: il comando “dd if=/dev/sda of=/mnt/sdb/mbr bs=512 count=1” si occuperà della copia, mentre “dd if=/sdb/mbr of=/dev/sda bs=512 count=1” del ripristino. Il resto rimarrà invariato.

CONTINUA PARTE 2

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