Abbiamo visto nella parte 1 che Linux identifica gli hard disk in modo diverso da Windows: ad esempio, “/dev/hda1” rappresenta la prima partizione sul primo disco IDE e nella quale è in genere installato il sistema operativo Microsoft. Allo stesso modo “/dev/hdb3” indica la terza partizione sul secondo canale IDE, mentre “/dev/sda2” la seconda sul primo canale SATA e così via. È un po’ diverso da come siamo abituati, ma ha un suo senso, non è vero? A seconda del tipo di partizione su cui vogliamo scrivere dobbiamo effettuare il montaggio in maniera differente.

Se per le partizioni FAT ci basterà utilizzare il canonico “mount /dev/nostrodev/mnt/punto_mount“, lavorando con le NTFS dovremo avere l’accortezza di usare il comando “ntfs-3g dev/nostrodev/mnt/punto_mount“. Al termine di ogni operazione di scrittura è consigliabile smontare la partizione interessata, onde evitare problemi simili a quelli che stiamo tentando di risolvere (cancellazioni di dati o danneggiamenti). Compiere quest’operazione è un gioco da ragazzi: ci basta usare il comando “umount /dev/nostrodev/mnt/punto_mount“. NOTA: Clicca sulle immagini per ingrandire e visualizzare le immagini intere.

BACKUP E RIPRISTINO DELLE PARTIZIONI CON PARTIMAGE

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1. Apriamo il terminale e diamo il comando "fdisk -l" per visualizzare le tabelle delle partizioni. Nel mio caso il comando mi restituisce il seguente output:

  • /sda (il disco rigido intero, dove salveremo il file di backup)
  • /sda1 (seconda partizione SerialATA)
  • /sda2 (terza partizione SerialATA)
  • /sdb (memoria esterna da backuppare)

2. Da terminale montiamo la partizione da utilizzare come dispositivo di backup digitando "mount /dev/sda /mnt/backup" seguito da Invio e, successivamente, diamo il comando "partimage" seguito da Invio. Scegliamo la partizione da copiare (nel mio caso sdb) e in Image file to create/use diamo al backup il nome “/mnt/backup/chicche-back" (dove chicche-back potrà essere sostituito con un nome a piacere). Spostiamoci su Save partition into a new image, premiamo Invio e procediamo con F5.

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3. Scegliendo Bzip2 per la compressione otterremo un backup con dimensioni più piccole ma avremo bisogno di maggiore tempo per completare l’operazione: la scelta di default (Gzip) si rivela quindi la più bilanciata. Spostiamoci poi su Enter description usando il tasto Tab e disattiviamola con la barra spaziatrice. Premiamo F5.

4. Se lavoriamo con partizioni NTFS verremo informati dei pericoli che comporta l’operazione, altrimenti verrà mostrata una schermata di riepilogo. Premiamo Invio. Dopo un periodo di tempo che può variare da pochi minuti a diverse ore.

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5. Partimage ci comunicherà il completamento dell’operazione. Confermando si esce dal programma.

6. Per mettere al sicuro il nostro backup non resta che smontare il disco utilizzato, in modo che il sistema non possa più accedervi. Per farlo, da Terminale diamo il comando “umount /dev/sda /mnt/backup“. Se invece dovessimo ripristinare la copia dobbiamo seguire i passi inversi: per prima cosa montiamo il disco che la contiene.

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7-8. Avviamo “Partimage“, selezioniamo la partizione che vogliamo ripristinare, spostiamoci nel campo Image file to create/use e digitiamo il percorso completo della nostra immagine di backup (“/mnt/backup/chicche-back.gz.000“). Fatto questo, attiviamo l’opzione Restore partition from an image file premendo la barra spaziatrice. Confermiamo le nostre scelte con F5.
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