Dopo aver visto come cambiare l’Hard Disk al MacBook
, oggi illustremo i passi da seguire per la sostituzione dell’Hard Disk al Notebook. Pochi lo sanno, ma a livello industriale i notebook non sono classificati secondo le dimensioni, il peso o il tipo di processori, ma in base al numero di “spindle”, che non sono altro che gli assi di rotazione delle memorie di massa. I notebook più leggeri sono di solito “a uno spindle”, ovvero hanno il solo disco rigido; quelli più grandi e sofisticati arrivano a tre spindle, ovvero disco fisso, masterizzatore e floppy disk, i floppy sono pressoché scomparsi in compenso, si è vista qualche configurazione “tre spindle” con masterizzatore e doppio disco fisso. Le memorie di massa (Hard Disk) sono le parti dei notebook che più in fretta iniziano a mostrare i segni dell’età.

SOSTITUIRE L’HARD DISK DEL NOTEBOOK

1, Aprire lo sportello di protezione 2. Smontare gabbia di protezione/ritenzione
1. Per cambiare il disco fisso del notebook, bisogna individuare lo sportello di protezione (è indicato nel manuale della macchina) e aprirlo, svitando le viti che lo bloccano.

2. Si passa poi a svitare e rimuovere la gabbia di protezione e ritenzione. Attenzione perché a volte ci sono delle viti in posizioni nascoste.

Un notebook di due o tre anni fa probabilmente monta un disco fisso da 40 o 60 Gb e un masterizzatore capace di incidere solo i CD. La buona notizia è che ora queste parti sono perfettamente standardizzate, ed è quindi possibile sostituirle con componenti più moderni in modo relativamente semplice. Per quanto riguarda in modo specifico gli hard disk, tutti i notebook utilizzano dischi da 2,5”, per la maggior parte dotati di interfaccia IDE o Serial ATA, e qualche ultraportatile usa dischi da 1,8”. Sostituire un modello da 40 Gb con uno da 120, o più capiente, è solo questione di estrarre il vecchio disco e inserire il nuovo al suo posto.

Fra l’altro, nel tempo sono cambiate anche le velocità di rotazione: se fino a qualche anno fa i dischi da 2,5” erano quasi tutti a 4.200 giri, oggi molti modelli lavorano a 5.400 o addirittura a 7.200 giri. In genere, i dischi più capienti non sono disponibili alle velocità più alte, e viceversa quelli ad alta velocità in genere hanno capacità limitate, ma comunque sempre cospicue rispetto al modello di serie montato sui notebook datati.

3. Sganciare il disco dal pettine di connessione 4 Inserire il nuovo hard disk
3. Rimossa la gabbia, si sgancia il disco dal pettine di connessione e lo si estrae delicatamente dal notebook. Per riutilizzarlo, potete inserirlo in un box esterno USB 2.0.

4. A questo punto si può procedere a inserire il nuovo drive, a rimontare la gabbia e a richiudere lo sportellino. Verificate di aver reinserito tutte le viti.

Unica precauzione, soprattutto se si vuole inserire un disco ad alta velocità, è dare un’occhiata alle specifiche di consumo e di dissipazione di calore: alcuni modelli scaldano e consumano molto più dei dischi più lenti, e in qualche caso potrebbero dare problemi. La cattiva notizia è che, in molti portatili, la sostituzione del disco richiede l’intervento del laboratorio, in quanto è necessario aprire completamente il computer.

Tuttavia non è sempre così: alcuni modelli permettono di accedere al disco fisso semplicemente rimuovendo un portellino sul fondo della macchina, o posto sotto la tastiera. In questi casi, di solito è sufficiente sbloccare la slitta su cui è montato il disco, estrarla, smontare l’hard disk da quest’ultima e montare il nuovo disco al posto del vecchio, poi riposizionare e rifissare il tutto.

Più o meno lo stesso discorso vale anche per il secondo “spindle”, ovvero per il disco ottico.Se nel proprio portatile c’è un vecchio masterizzatore di CD, o peggio solo il lettore, è sicuramente possibile aggiornarsi alle tecnologie attuali con una spesa tutto sommato limitata. Nello stesso fattore di forma del vecchio lettore infatti è possibile inserire un masterizzatore di DVD doppio strato (e a breve anche masterizzatori per i nuovi dischi a laser blu), compatibile con la maggior parte dei formati di dischi oggi in commercio. Anche qui, l’unico limite è la produzione di calore, che in alcuni modelli è elevata (specie durante la masterizzazione di DVD ad alta velocità).

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