Capita spesso che un determinato sito venga bloccato dalle regole del firewall aziendale. E’ impossibile collegarsi da un ufficio di un’azienda a youtube, facebook, myspace, twitter …? Allora questi siti sono stati bloccati dall’amministratore di sistema. Oltre questi siti, il cui blocco è anche comprensibile all’interno di azienda, spesso capita di non poter navigare in siti molto importanti ai fini produttivi come Wikipedia e similari. E allora quando troppo è troppo! Ci vuole una soluzione. In realtà ne abbiamo già parlato recensendo itshidden che consente di bypassare il firewall aziendale rendendo la nostra navigazione anonima, o con altri trucchetti rapidi. Oggi però vogliamo presentarvi una chicca di tutto rispetto che in caso di emergenza fa proprio al caso nostro, davvero una manna dal cielo per i non smamettoni.

Connettersi ai siti bloccati dall’ufficio con UltraSurf

Dopo aver mandato in esecuzione il programma, questo aprirà automaticamente una sessione “mascherata” di Internet Explorer che consentirà di connettersi a qualsiasi sito precedentemente bloccato. Per avviare UltraSurf non bisogna fare altro che avviare il programmino scaricabile a fine guida o dalla nostra fiammante sezione Download. Ci accorgeremo che è in funzione nel momento in cui un lucchetto verrà posto in basso a destra nella System Tray.
Il programma quindi non viene installato nel classico menu, ma deve essere avviato dalla cartella nella quale decidete di scaricarlo, ad esempio nel desktop. Con un doppio clic lo avviamo e lasciamo spuntato il check con il semaforo verde , il che vuol dire che UltraSurf ha creato una sessione particolare con un suo server. Attraverso questo meccanismo noi saremo in grado di navigare ovunque. Nelle opzioni del programma possiamo decidere poche cose , ma importanti. Ad esempio lasciando il primo segno di spunta indichiamo che il programma automaticamente deve avviare una sessione di Internet Explorer “mascherata”. Il secondo e il terzo segno di spunta indicano che il programma all’uscita cancellerà  i cookie e la cronologia dei siti visitati. L’ultimo check consente invece di nascondere l’icona agli occhi impiccioni di capoufficio invadenti.
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