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Quando si effettua l’ update del proprio PC per migliorarne le prestazioni, capita che la scelta dell’hard disk passi in secondo piano. Eppure, la funzione del disco fisso è di vitale importanza. Sui dischi fissi viene installato il sistema operativo, e sempre su di essi si archiviano i nostri preziosi dati. Si può comprendere facilmente come questa sia una scelta di grande importanza. Infatti, cosa accadrebbe se i nostri dati si danneggiassero irreparabilmente? In questo articolo abbiamo deciso di rispondere alle domande più frequenti, per risolvere o prevenire i problemi più comuni.

RISOLVERE I PROBLEMI PIU’ FREQUENTI DEGLI HARD DISK

Prima di iniziare è bene precisare che il disco fisso non è altro che una periferica di archiviazione dalle dimensione molto compatte. È costituito da una scatola in metallo, sigillata a tenuta stagna, contenente una pila di dischi ricoperti di materiale magnetico per la memorizzazione dei dati. Questi vengono strutturati in cilindri, formati da tracce, che a loro volta sono costituite da settori. Le caratteristi principali sono la capacità, la velocità di rotazione dei dischi, l’interfaccia di collegamento alla scheda madre ed il tempo di accesso ai dati. Sono proprio questi i fattori da cui dipende oltre il 30% delle prestazioni dell’intero sistema. Una cattiva manutenzione dell’hard disk ricade anche sugli altri componenti, rallentando inevitabilmente il PC e rischiando di rendere instabile l’intero sistema: i dischi potrebbero danneggiarsi e altre periferiche potrebbero non funzionare correttamente.

1. Riparare i Bad Sector 2. Riparare i Bad Sector
Ho effettuato uno scandisk sul disco fisso e sono stati rilevati dei bad sector. Il programma che ho utilizzato mi dice che è impossibile riparare i problemi. C’è qualcosa che posso fare?

I bad sector non sono altro che settori danneggiati sui quali non è più possibile memorizzare i dati. Solitamente questi settori sono pochi rispetto alla dimensione totale dell’hard disk, e quindi influiscono poco sul funzionamento del disco. Comunque, è possibile cercare di recuperarli attraverso l’operazione di formattazione, ma quella classica non sempre riesce a recuperarli. In questo caso si può utilizzare la formattazione a basso livello, che serve a ricostruire in modo completo tutte le informazioni magnetiche relative al disco, riportandolo allo stato iniziale, ovvero come appena uscito dalla fabbrica. Per fare ciò, occorre un’utility particolare che funziona sotto DOS e che a volte è presente anche nel BIOS. In caso contrario, sì può reperire sui sito del produttore del disco.

2. La dimensione Reale 3. La dimensione Reale
Ho acquistato un hard disk da 80 GB, ma una volta installato sul PC, andando in Esplora risorse la dimensione risulta inferiore. Mi hanno truffato?

Non è proprio vero. Alcune case produttricì adottano un sistema dì quantificazione del disco non proprio corretta. Con 40 GB, ad esempio, vogliono intendere 40.000000.000 di byte ma come molti sapranno, 1 KB non equivale a 1000 byte, bensì a 1.024 byte e così via. Quindi 40 GB in realtà corrispondono a 37,25 GB. C’è poi da considerare un altro aspetto: quando si effettua la formattazione, una parte dello spazio è usata per salvare i dati che definiscono i parametri di controllo della partizione stessa. Pertanto, la quantità di memoria che viene utilizzate per questo scopo dipende dal sistema operativo, dal tipo di formattazione e dalle caratteristiche costruttive del disco stesso.

5. Il recupero dei dati 6. Il recupero dei dati
Mentre stavo installando una nuova scheda madre, il disco fisso mi è accidentalmente caduto a terra. Cercando di installarlo sul PC ho potuto verificare che non funziona più. Sul disco avevo memorizzato dei file importantissimi per la mia attività e ora non so più che fare. Esiste un modo per recuperarli?

Non ci stancheremo mai di ricordare che quando si tratta di dati importanti è sempre bene farne una copia di backup su CD o altri supporti di memorizzazione. Comunque, anche in questo caso qualcosa si può fare. Esistono delle società specializzate in questo tipo di procedure, come MicroWell o Riparafiles. In sostanza l’hard disk viene aperto in laboratori spedalizzati ad atmosfera controllata, in modo da non rovinare ulteriormente i dati presenti sui piatti del disco. Successivamente si cercherà di riparare o sostituire le varie parti meccaniche ed elettroniche danneggiate, in modo da poter accedere nuovamente ai dati e recuperarli. I costi, purtroppo, possono essere elevati e quindi se non si tratta di dati davvero importanti potrebbe non essere conveniente.

In altri casi possiamo effettuare noi stessi il recupero dei fìle. Ad esempio quelli danneggiati dall’azione di virus informatici o quelli erroneamente cancellati, semplicemente procurandosi dei software specifici. Per questo rimandiamo alla sezione dedicata, dove troverete numerose recensioni di software in grado di recuperare i dati.

7. Temperature elevate 8. Temperature elevate
Ho letto che con gli hard disk di ultima generazione si raggiungono alte temperature, a causa delle elevate velocità di rotazione dei dischi, che potrebbero compromettere l’integrità dei dati memorizzati. Come posso mettermi al riparo?

In effetti questo rischio esiste, anche se con una serie di precauzioni si può limitare il pericolo. Innanzitutto è consigliato installare gli hard disk all’interno del case in modo che possano “respirare”. Per migliorare la circolazione dell’ aria si può inserire una ventola supplementare che espelli il calore all’esterno, e per finire si può installare una piccola utilità come HDDTemperature, che monitora costantemente la temperatura del nostro disco fisso. Il software supporta tutti gli hard disk di ultima generazione e funziona con ogni versione di Windows

9. Canale IDE Slave e Master 10. Canale IDE Slave e Master
Ho installato una seconda unità disco sul mio computer, collegandola allo stesso canale IDE della precedente, ma il sistema non parte. Perché?

Quando si collegano due hard disk sullo stesso canale IDE è importante che vengano impostati in modo diverso: uno come Slave e uno come Master. Tale impostazione viene effettuata tramite degli appositi ponticelli che si trovano sul retro dell’hard disk. Ogni produttore utilizza impostazioni differenti, quindi, per una corretta configurazione dei ponticelli si deve controllare l’etichetta adesiva riportata sul disco. Nel caso si installi un solo disco fisso sul canale IDE, la configurazione Slave/Master può non essere considerata.

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