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Qualche anno fa, quando gli antivirus gratuiti rappresentavano ancora un’eccezione, AVG fu tra i primi ad “aggredire” quella fascia di mercato proponendo una versione che non richiedeva il pagamento di una licenza. Da allora, il celebre antivirus si è guadagnato uno zoccolo duro di affezionati, che in alcuni frangenti hanno anche dovuto difenderlo dalle critiche, come in occasione della cancellazione per errore di file di sistema di Windows che ha gettato nel panico parecchi utenti. Ora il programma cerca il riscatto inaugurando la serie 9, che strizza l’occhio anche a chi usa un sistema a 64 bit. Parliamo quindi di uno dei tanti antivirus freeware in commercio, non richiede presentazioni, ma illustriamo le migliorie e i nostri giudizi sulla nuova serie 9.

PROVA TECNICA DI AVG 9

1. Installazione Personalizzata 2. Scelte importanti
1-2. La configurazione non richiede particolari sforzi, poiché viene completata già in fase di installazione. In tale sede è possibile sfruttare la struttura modulare del programma, selezionando solo le componenti che vogliamo utilizzare. Per ottenere il miglior risultato è consigliabile scegliere l’Installazione personalizzata, molto abbordabile grazie a una grafica studiata per rendere più chiare le funzioni a disposizione.

  • Link Scanner si preoccupa di identificare per tempo siti sospetti
  • La Scansione E-mail è utile per chi si avvale di un client di posta anziché della Webmail
  • Mentre gli altri plugin sono dedicati a specifiche applicazioni

Una soluzione, quest’ultima, che è ormai un po’ datata e si riferisce ai tempi in cui “browser” era sinonimo del solo Internet Explorer e “suite per ufficio” di Microsoft Orfice. Oggi, quando software gratuiti come Firefox e OpenOffice sono molto più diffusi che in passato, utilizzare un sistema di configurazione del genere può diventare un problema.

3. AVG Security Toolbar, troppo invasiva 4. AVG Security Toolbar, troppo invasiva
3. A proposito di siti sospetti, la schermata successiva propone la toolbar citata nel titolo per integrarla nel browser e rendere più interattiva la protezione Web. A parte il supporto assai limitato, che non va molto oltre Internet Explorer, le toolbar si sono meritate una pessima fama per l’invasività e la procedura di installazione poco ortodossa, che trasforma la loro rimozione in una sorta di roulette russa per la stabilità del sistema. L’impressione è confermata anche in questo caso, e l’insistenza con cui una volta insediata tenta di imporre Yahoo! come motore di ricerca chiude il cerchio. Meglio non installarla.

4. Anche la protezione offerta non convince a fondo: nel corso delle prove ci siamo trovati di fronte a valutazioni contraddittorie, avvisi di pericolosità che scompaiono ricaricando semplicemente la pagina, mancanza di qualsiasi distinzione tra siti infetti da malware e siti destinati al phishing o al furto di dati personali, che dovrebbero rappresentare minacce molto diverse tra loro. Insomma: l’impressione è che gli sviluppatori non abbiano tenuto il passo dell’evoluzione tecnologica nel settore.

5. Aggiornamenti e Scansioni 6. Aggiornamenti e scansioni
5. Si passa quindi alla pianificazione, che per gli aggiornamenti non prevede una frequenza inferiore a quella giornaliera. Una limitazione del tutto comprensibile per una versione gratuita, che infatti scompare acquistando una licenza. Ricordiamoci solo di rimediare manualmente, perché verificare gli update una sola volta al giorno non è più sufficiente.

6. Per le scansioni si parte invece dalla consueta cadenza settimanale, ma la voce più interessante si trova appena sotto. Abilitandola, viene automatizzato il controllo antimalware per i dispositivi rimovibili quando vengono connessi al PC. Una mossa dettata dalla diffusione di Conficker, che forse bloccherà per tempo qualche chiavetta “contaminata”. Ancora meglio sarebbe stato limitarsi al monitoraggio dell’interfaccia USB, ignorando le unità ottiche: sia per i rallentamenti che provoca in fase di lettura dei dati, sia perché le infezioni da CD sono davvero rare.

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