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Il successo di Comodo Personal Firewall è cominciato con la versione 2.4. Le caratteristiche principali erano la semplicità d’uso che limitava l’intervento dell’utente come mai era accaduto per un prodotto di pari categoria. La versione 4.0 introduce alcune interessanti novità, scopriamole insieme in questo articolo,

COM’E’ STRUTTURATO L’ARTICOLO ?

DURANTE L’INSTALLAZIONE E’ MEGLIO SAPERE

1. Quale scelta prediligere ? 2. Meglio evitare
1. Con un progetto software separato, la casa produttrice aveva messo piede anche nel settore degli antivirus, ma con risultati neppure comparabili a quelli appena descritti. Le prime versioni si appoggiavano a un archivio firme troppo esile, che induceva il programma a rimanere impassibile mentre le minacce dilagavano.

2. In seguito, gli sviluppatori hanno fuso i due progetti, ottenendo una suite di sicurezza sostanzialmente completa. La distinzione fra i due applicativi viene mantenuta, grazie a un installer modulare che permette di selezionare entrambi i prodotti o uno solo fra i due. La scelta può essere modificata in un secondo momento tramite l’uninstaller, che affianca alla disinstallazione totale della suite l’aggiunta o la rimozione delle sue singole componenti.

3. La Toolbar ? meglio non installarla 4. Secure DNS Servers, ottimo servizio
3. Il file di installazione è semplificato rispetto al passato, ma presenta un paio di sorprese non del tutto gradite. La prima prevede l’invio di dati anonimi per contribuire al monitoraggio del programma e del suo funzionamento. La seconda invece consiste nella Toolbar HopSurf. Di fronte a offerte di questo tipo, è sempre meglio rifiutare.

4. Un altro servizio di ottimo livello che viene proposto in sede di installazione. Si tratta dei Secure DNS Servers, da impiegare in sostituzione di quelli forniti dal provider o da terzi come OpenDNS. I vantaggi consistono sia nella reattività, dato il minore affollamento rispetto a server utilizzati da un numero elevatissimo di utenti, e in protezioni aggiuntive contro il DNS poisoning che cerca di “avvelenare” alla fonte le corrispondenze fra URL del sito e IP del server su cui risiede per dirottare la navigazione verso pagine a rischio.

NOTA: Alla “prova su strada” la velocità si dimostra più che buona, e discretamente mirati i tentativi di reindirizzamento al sito corretto quando si digita un URL resa inesatta da errori di battitura. Niente pubblicità, insomma, alla luce dei fatto consigliamo di integrarli.

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