Due sono i nemici principali di un disco ottico: lo sporco e i graffi! Se per il primo è facile risolvere il problema, per il secondo, molto spesso, ci si trova di fronte a un guaio apparentemente insuperabile. Se per un disco musicale il contrattempo può essere rappresentato da un salto nella riproduzione, per un supporto dati il problema può divenire, qualche volta, insuperabile. Sebbene esistano alcuni strumenti capaci di eliminare i graffi presenti sulla superficie di un CD/DVD oggi cercheremo di utilizzare metodi “casalinghi” (e prodotti facilmente reperibili) per risolvere lo stesso tipo di problema.

PRIMA DI INIZIARE

Premessa iniziale, prima di ogni operazione: il supporto va accuratamente pulito e sgrassato con un sapone da cucina (evitate di utilizzare l’alcol in quanto spesso contiene, come denaturante, alcol metilico: un solvente del policarbonato). Il disco va poi risciacquato in acqua fredda e asciugato con uno straccio che non lasci pelucchi (l’ideale è la carta da rotolo di cucina). NOTA: Clicca sulle immagini per ingrandire.

1. Ossido di Cerio 2. Dentifricio
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1. L’ossido di cerio è una polvere di un intenso colore rosso, utilizzata nell’industria del vetro come lucidante. È possibile comprarne una piccola quantità presso i vetrai specializzati, al costo di pochi centesimi. Realizzate una sospensione acquosa in proporzione del 5%. Qualche goccia della sospensione, sparsa sulla superficie del disco, va poi strofinata con molta cautela con uno straccio morbido.
 
Evitate di insistere: l’ossido si scalderebbe, perdendo la sua funzione abrasiva. Controllate che vi venga data polvere di granatura 0 o 00, vale a dire quella più sottile. Insistete fino a vedere scomparire totalmente il graffio. Come negli altri metodi che esporremo in seguito, l’operazione di pulitura va “allargata” per evitare, per quanto possibile, la formazione di superfici curve (ovviamente infinitesimali, ma che potrebbero determinare fenomeni indesiderati). Alla scomparsa dei graffi, procedete al risciacquo e all’asciugatura delle superfici.

2. Potrà sembrare strano, ma uno dei sistemi migliori per eliminare i graffi leggeri da un disco è legato all’uso del dentifricio. Già, proprio il dentifricio da denti (quello in pasta, non il gel!). Il segreto di quest’operazione sta nel fatto che la maggior parte di questi prodotti è composta da sapone, in cui è dispersa una leggera pasta abrasiva destinata a eliminare dai denti patine più dure e difficili da trattare col semplice detersivo.

La procedura è sempre la stessa: spremete, sulla superficie, una piccola quantità di pasta e, con lo stesso sistema descritto in precedenza, avviate di nuovo l’operazione di pulitura. A differenza dell’ossido di cerio, la pasta dentifricia ha un’efficacia molto più ridotta: insistete nell’operazione di strofinatura per cominciare a vedere qualche risultato. Se necessario, aggiungete alla pasta anche un pizzico di bicarbonato.

3. Bicarbonato di sodio 4. Prodotti per la lucidatura
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3. Il bicarbonato di sodio è comunemente incluso in molti dentifrici: è un blando abrasivo e, come detto in precedenza, consente di eliminare o almeno di ridurre, dai denti, la placca più resistente e piccole quantità di tartaro. Il bicarbonato, utilizzato sul supporto ottico in sospensione nell’acqua, garantisce un buon risultato. Le proporzioni, stabilite più o meno a occhio, sono di un cucchiaino di bicarbonato per due cucchiai d’acqua.
 
Ottenuta la sospensione, bagnatevi un lembo dello straccio e iniziate a lucidare il disco. In questo caso l’effetto abrasivo è più elevato, per cui occorre fare molta attenzione: evitate di strofinare con troppa energia, se non volete rovinare definitivamente il disco. Per le operazioni di rifinitura, usate lo stesso straccio: potete intingerlo nella polvere per acqua da tavola, provvedendo all’operazione finale mentre avviene l’effervescenza.

4. Vediamo come usare prodotti specifici per la lucidatura. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di sospensioni (acquose o in solventi/idrocarburi) di particelle finissime, naturali o sintetiche, con funzione abrasiva. I tipici prodotti di questo genere sono quelli destinati alla pulitura dell’ottone o dell’argento.

Fate attenzione: scegliete quelli a pasta finissima, per evitare di peggiorare le cose. Anche in questo caso diluite il prodotto, effettuando aggiustamenti progressivi. I prodotti specifici per l’argento, specie quelli già pronti (in forma di ovatta imbevuta) sono i più adatti. Potete anche usare un prodotto per la lucidatura della vernice delle auto, sempre diluito.  Da sconsigliare decisamente la pasta abrasiva da carrozziere, che contiene granuli di pomice, troppo aggressivi per la durezza del policarbonato.

5. Banana 6. Kit specifici
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5. È possibile usare perfino la buccia di banana: ha il vantaggio, se utilizzata nella pagina superiore, di funzionare da leggero abrasivo, in quanto contiene cristalli di ossalato di calcio. Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. È necessario strofinare tutta la superficie del CD. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia .
 

6. Una soluzione specifica è comunque la chiave vincente. Nell’immagine, un prodotto ad hoc, fornito anche di tutti gli accessori necessari. Il costo è di qualche euro.

CASI DISPERATI

Come visto in questo articolo, per riparare un supporto graffiato è sufficiente disporre di una serie di prodotti facilmente reperibili in casa. È opportuno però ricordare che, in caso di graffi profondi, l’operazione di recupero è praticamente impossibile; anche perché, in questo caso, è molto probabile che l’abrasione abbia interessato lo strato corrispondente ai dati. In questo caso, non è sufficiente né un metodo “casalingo” e neppure utilizzare una delle scatolette disponibili sul Web o nei negozi specializzati (a costi elevati). Occorre ricorrere a servizi specifici di professionisti capaci di recuperare dati, attraverso specifiche e particolari tecniche, anche da dischi spezzati o piegati.

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