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Siamo nell’era dell’iPod: la maggior parte dei computer degli utenti informatici è pieno di centinaia, a volte migliaia di MP3 ealtri file audio. In alcuni casi, si tratta di un insieme indistinto di brani in disordine, impossibile da governare. Anche se all’interno di ciascun file sono memorizzate numerose informazioni di catalogazione (autore, titolo, album, anno di incisione e via dicendo), spesso è impossibile raccapezzarsi, trovare una determinata canzone. Per questo, vi consigliamo di utilizzare un programma apposito come MediaMonkey. Questo utilizza le informazioni di ciascun brano (chiamate in gergo “tag ID3″) per catalogare in modo automatico tutti i file audio che si trovano nel PC.

GESTIRE LA COLLEZIONE DI FILE AUDIO COL PLAYER MEDIA MONKEY

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1. Download 2. Installazione con ?
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1. Aperta la pagina di download, ci si trova davanti una tabella che mette a confronto le versioni Free e Gold del programma: come molti software scaricabili da Web, anche MediaMonkey viene infatti distribuito in due versioni, una gratuita (la Free) e una a pagamento (la Gold). Scaricate la versione Free, è più che sufficiente.

2. L’installazione del programma non presenta particolari problemi. Le uniche domande inconsuete riguardano la richiesta di attivare la “modifica totale dell’aspetto” e l’associazione dei file al programma. La prima influenza solo l’interfaccia del software: se si attiva questa “modifica”, la finestra di MediaMonkey non avrà i colori e la grafica standard di Windows, ma potrà essere ridisegnata con uno dei temi disponibili (ce n’è anche uno grigio metallizzato, fortemente ispirato all’interfaccia di iTunes).

3. Associazione dei file 4. Una scansione per gestire i file audio
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3. L’associazione dei file al programma fa invece in modo che uno o più tipi di file audio vengano aperti automaticamente con MediaMonkey, quando si fa doppio clic sulla loro icona in una qualunque finestra di Windows. Il nostro consiglio è quello di lasciare tutte le impostazioni così come vengono proposte durante l’installazione; in ogni caso è possibile intervenire in seguito su queste e su decine di altre opzioni del programma, attraverso la schermata Opzioni, raggiungibile tramite il menu Strumenti.

4. MediaMonkey serve fondamentalmente a tenere sotto controllo la propria collezione di MP3. Per questo, la prima operazione che bisogna effettuare è una scansione delle unità disco del PC alla ricerca di tutta la musica presente (è il programma stesso a proporla, al primo avvio). In realtà, è più giusto parlare di collezione di audio digitale piuttosto che di soli MP3: uno dei punti di forza di MediaMonkey è, infatti, la possibilità di gestire non solo i diffusissimi MP3, ma anche file in formati un pò meno diffusi come il WMA di Microsoft, Monkey’s Audio APE, Musepack MPC e i formati open source FLAC e OGG Vorbis. Chi è solito scaricare musica dai circuiti peer to peer sa che a volte ci si trova di fronte a qualcuno di questi formati.

5. Suddivisione di cartelle ad albero 6. Catalogare in base a numerose opzioni
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5. Terminata la scansione dei dischi, MediaMonkey mostra l’elenco dei file suddivisi in tutti i modi possibili. Nella zona sinistra del programma, si nota una sorta di albero di cartelle (in stile Esplora risorse): in quella più importante, Catalogo, sono presenti numerose voci che corrispondono alle diverse modalità di suddivisione dei brani. Basta fare clic sulla casella (raffigurante un “+”) accanto a una voce per vedere l’elenco di cartelle corrispondente.

6. Le possibilità di catalogazione di MediaMonkey, come si diceva, sono numerose: si possono dividere i brani in base all’iniziale del titolo, al titolo dell’album, al genere, all’anno di incisione, alla posizione su disco ma anche in base a parametri come la classificazione o la valutazione. Queste ultime sono voci un pò particolari: la classificazione è intesa come suddivisione per velocità del ritmo, qualità della registrazione, occasione di ascolto: un’idea utile per quando non si sa bene che brano si vuole cercare, ma si ha un’idea piuttosto precisa del tipo di brano. Il Voto invece è un giudizio personale che va da 0 a 5 stelle, e che ogni utente può associare a ciascun file audio.

7. Catalogazione impossibile ? 8. inserire i Tag ID3
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7. Finora abbiamo visto come gestire i file in cui le informazioni di esecuzione sono bell’e pronte. Ma, ahinoi, non è sempre così. Spesso nei file le informazioni memorizzate sono frammentarie o scritte male, o scritte nei campi sbagliati: in questi casi, la catalogazione dei brani è pressoché impossibile. Per esempio, scaricando brani dal Web, spesso ci si ritrova poi con il titolo dell’album e il nome dell’autore memorizzati all’interno del titolo del brano, magari anche con il numero di sequenza del brano. Un tale “disordine” fa sì che, se trasferite i file su un lettore portatile, questo non riesca a ordinare in modo automatico album e collezioni. A meno che non si utilizzi al meglio MediaMonkey.

8. Tutti i principali programmi per ascoltare i file audio permettono anche di modificare le informazioni dei tag ID3 di ciascun brano. Anche MediaMonkey: basta selezionare un singolo brano e premere la combinazione di tasti SHIFT+INVIO. Nella finestra che si apre si possono scrivere tutti i dati necessari a catalogare un brano: Titolo, Artista, Titolo dell’album, Numero del brano (nell’ambito dell’album stesso) e tanto altro.

-CONTINUA L’ARTICOLO-

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