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Che i computer scaldino non è una novità. Eppure, anche questo “poco” calore diventa un problema per componenti elettronici ad alta miniaturizzazione. Per intenderci, è facile tenere fresco un processore piazzandoci sopra un dissipatore grande quanto una scatola da scarpe. Ma il tutto deve trovare posto nello chassis di un PC, che ha dimensioni standard e deve contenere diversi altri componenti. Progettare il sistema di raffreddamento, insomma, è un compito in cui bisogna tenere conto di esigenze contrastanti senza mai perdere di vista l’obiettivo principale: far sì che si riesca a smaltire una quantità di calore sufficiente a mantenere il bilanciamento termico della macchina in pari e soprattutto con tutte le componenti vitali al di sotto della soglia critica di temperatura.
Per mantenere la corretta temperatura all’interno dello chassis il computer dispone di numerose aperture di areazione e di ventole posizionate in modo strategico. Non basta infatti piazzare questi dispositivi “a casaccio”: si corre il rischio di creare blocchi invece che far fluire l’aria. Nel disegno potete vedere il flusso d’aria tipico all’interno di un PC a torre. L’aria fredda è rappresentata dalle parti in blu, quella calda dalla parti in rosso.
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1. Quando si opera con CPU ad alta dissipazione, o magari c’è nello chassis anche una scheda grafica molto potente, può essere necessaria una via di sfogo supplementare. Alcuni chassis dispongono di un ulteriore foro sulla parte superiore, e quindi una parte dell’aria può quindi essere incanalata verso quella via d’uscita. Molto spesso, anche qui viene sistemata una ventola che accelera il flusso in uscita.


2. La presa d’aria principale del PC è di solito posizionata sul lato anteriore della macchina, in basso. Questo perché i progettisti cercano di sfruttare “l’effetto camino”, per cui l’aria tende a salire mano a mano che viene scaldata. Negli chassis più sofisticati, o destinati a impieghi gravosi, alla presa d’aria è applicata una ventola di grande diametro, che permette di spingere all’interno molta aria mantenendo un basso numero di giri e quindi una bassa rumorosità.


3. L’aria fredda che entra dalla presa anteriore attraversa per prima cosa la zona degli hard disk, discreti produttori di calore e fra le parti più importanti da tenere fredde: se si guasta per surriscaldamento una CPU, basta sostituirla, ma se si guasta un disco, tutti i dati in esso contenuti vanno persi: e spesso il loro valore supera di molte volte quello dell’intero computer…


4. Nella parte centrale della macchina, dove il flusso d’aria fresca della feritoia anteriore arriva già indebolito, si trovano i due maggiori produttori di calore: la CPU e la scheda grafica. Sulla CPU è sempre montato un sistema di dissipazione dedicato, composto da una ventola molto potente e dal relativo radiatore passivo. La grande quantità d’aria mossa da questa ventola trova sfogo in una o due feritoie di uscita.


5. Proseguendo il suo movimento, il flusso d’aria principale attraversa la parte della scheda madre dove sono sistemate le schede di espansione. Di solito si tratta di una zona che non ha grossi problemi di calore, in quanto la maggior parte delle schede presenta bassi consumi e di conseguenza bassa dissipazione. Unica eccezione è costituita dalla scheda grafica, spesso dotata di ventole dedicate.


6. La principale feritoia di uscita del flusso d’aria anteriore si trova sul lato posteriore dello chassis, in corrispondenza della zona degli slot. Dato che questa feritoia si trova in basso e vicina a una serie di connettori, conviene verificare che non ci siano oggetti o cavi che la ostacolano, riducendo il flusso d’aria.


7. La feritoia principale per l’aria proveniente dalla CPU si trova nella parte centrale superiore del lato posteriore dello chassis. Essa è quasi sempre dotata di una ventola da 10 o 12 centimetri, che provvede a estrarre a forza l’aria. Solo con CPU particolarmente “fredde” è possibile lasciare la feritoia in condizioni di flusso non forzato.
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